Cultura

Il ricercatore che amava i Lego e la vita delle tèrmiti

Fa bene al cuore, di questi tempi, vedere un gruppo di ex studenti organizzare un convegno rivolto agli attuali studenti dei licei della nostra provincia per ricordare e onorare un loro insegnante, prematuramente scomparso, di cui hanno apprezzato “l'approccio creativo e personale all'insegnamento e all’educazione". È ciò che avverrà a Sondrio sabato 21 aprile presso l'Auditorium Torelli con la partecipazione di circa 400 studenti coinvolti, a vario titolo, già nella fase di preparazione del convegno stesso. Un’ iniziativa che fa bene raccontare, che sottolinea le foreste che crescono più che gli alberi che cadono, che avvicina tanti ragazzi alle tematiche scientifiche e, perché no, al mondo del lavoro.

Sergio Paronetto, un valtellinese che parla alla modernità.

Si terrà venerdì 6 aprile alle ore 17.30 presso l’aula Magna dell’istituto Comprensivo Spini - Vanoni in via Ambrosetti a Morbegno, l’incontro con Tiziano Torresi autore dell’attesissima biografia “Sergio Paronetto. Intellettuale cattolico e stratega dello sviluppo” edito da “Il Mulino”. L’appuntamento è stato voluto e promosso dall'Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea e dal Tavolo di Camaldoli della provincia di Sondrio. Sergio Paronetto, nacque a Morbegno il 14 gennaio del 1911. La madre, Rosa Dassogno faceva parte di una nota e agiata famiglia socialista di Berbenno.

Voci insieme per i cristiani dell'Iraq

Lo scorso 9 marzo l’ennesima strage di cristiani a Baghdad: Samer Salah Eddin e un’intera famiglia di tre persone sono stati trucidati. Il New York Times riporta che “i cristiani assiri, il popolo indigeno dell’Iraq, gli eredi dell’antica civiltà mesopotamica e i primi convertiti al mondo al cristianesimo, sono a rischio di essere completamente sradicati dalla loro patria".  "L'80 per cento dei cristiani iracheni non c'è più". Numeri da genocidio” titola l’articolo del 14 marzo su “Il Foglio”a firma del giornalista Giulio Meotti.

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Per Vito

E' mancato un caro amico, un uomo con cui abbiamo condiviso valori e passioni civili, nutriti e coltivati dalla memoria storica. Era stato partigiano, Vito, e quell'esperienza, seppure breve, l'aveva segnato per sempre, rafforzando in lui lo spirito di libertà, la difesa dei diritti umani e civili, il rifiuto della guerra e della violenza, la fiducia nella democrazia e nel progresso. Durante l'esperienza nell'Ossola, nella Brigata guidata  da Alfredo Di Dio, aveva conosciuto con entusiasmo la prassi della democrazia e del confronto dialettico; in seguito, in Val Grosina, aveva patito per la mancanza di tale confronto, dovuta all'impostazione sostanzialmente militare della Resistenza in Alta Valle.

Che cos'è la giustizia riparativa

La Fondazione Melazzini, l'Azione Cattolica Diocesana, l'associazione "Il Richiamo del Jobel" con l'adesione delle organizzazioni del Tavolo di Camaldoli promuovono un incontro sul tema della giustizia riparativa che si terrà a Sondrio, martedì 27 febbraio, alle ore 20.45, presso la Sala Vitali del Credito Valtellinese.
Nato alla fine degli anni 80 del 900 questo nuovo approccio alla giustizia non prende in considerazione solo la pena come conseguenza giuridica da attribuire a determinati reati ma valuta il crimine come una violazione contro le persone e le loro relazioni.
I danni commessi comportano obblighi, il principale dei quali è quello di rimediare alle conseguenze della propria condotta.
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La riforma del Terzo Settore presentata dal Tavolo di Camaldoli

Il Tavolo di Camaldoli, nato nel 2013 per ricordare i 70 anni del famoso documento unanimemente ritenuto il punto di riferimento per i cattolici impegnati socialmente e politicamente nella rinascita dell’Italia post-bellica, raggruppa oggi diverse organizzazioni della nostra provincia che, attraverso varie iniziative, ritengono importante contribuire a nutrire la nostra società di speranza e cultura in questa fase di crisi e trasformazioni per le nostre comunità. L’intento del Tavolo di Camaldoli della provincia di Sondrio è quello di partire dallo studio e dall’approfondimento del Codice di Camaldoli per alimentare il dibattito, oltre che all’interno delle organizzazioni e tra le organizzazioni promotrici, nella società civile.

Grazie Francesco

Oggi Papa Francesco si é recato sulla tomba di due preti "ribelli e obbedientissimi", Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani, due figure che per tanti della mia generazione sono stati simboli, per non dire miti, di un cristianesimo puro e radicale e di un impegno pedagogico a favore di chi ha meno.
La famosa frase che "non c'è maggior ingiustizia che far parti uguali tra diversi" é divenuta negli anni un manifesto d'impegno per larga parte della scuola italiana.

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