Cultura

Binario 21, da lì partiva il treno per l'indifferenza. La storia si ripete.

“Quello che è accaduto non può essere cancellato ma si può impedire che accada di nuovo”.

 

Mai come oggi questo monito di Anna Frank ci colpisce al cuore, ci colma di tristezza, di rabbia, di frustrazione per la nostra incapacità e inutilità ad impedire che ciò accada.

Non abbiamo attenuanti, ogni giorno sappiamo e vediamo ciò che un tempo è accaduto e tuttora accade in tante parti del mondo e della nostra civilissima e ricca Europa.

La vita degli anziani costa troppo.

Pubblichiamo, tratto dal Notiziario della Banca Popolare di Sondrio questo articolo di Ferdinando Camon, scrittore e giornalista che con crudezza ci richiama a pensare su chi decide e controlla la nostra vita: noi stessi? la volontà di Dio per i credenti? la Natura? la Ricerca? o l’economia? 

La sopravvivenza del più forte. Tema quanto mai presente di questi tempi in cui di tutto si parla fuorché di questi aspetti come se i cosiddetti “valori non negoziabili “ fossero d’un tratto evaporati.

 

“Anche la Svezia ci ha dato la sua lezione sul valore della vita.

Verso la declinazione della Carta di Valori montana, quale punto di partenza.

Lo scorso anno, il Festival della Dottrina Sociale della Chiesa che dal 2010 si svolge a Verona su iniziativa della Fondazione Toniolo, ha proposto al suo termine un inedito strumento per impegnare cittadini e istituzioni a concretizzare temi e argomenti discussi durante il Festival: la CARTA DEI VALORI.  Un documento avente lo scopo di individuare in sintesi un elenco di obiettivi che si ritiene prioritari per la propria realtà territoriale. L’idea è stata riproposta anche quest’anno con l’aggiunta di coinvolgere una vasta rappresentanza del territorio nazionale, visto che il Festival si è svolto in modo diffuso coinvolgendo 24 città italiane, da Aosta a Mazara del Vallo.

Memoria del Futuro.

È in pieno svolgimento, con tempi e modalità da pandemia, il festival della “Dottrina Sociale della Chiesa 2020” che ha per tema “Memoria del Futuro” e che si svolge contemporaneamente in 10 città italiane tra cui Sondrio. 

Sono incontri ed eventi su etica, economia e cultura per ricordare che siamo parte di una storia, per recuperare l’originale ispirazione al bene, guardare oltre verso una meta che aiuti a illuminare il cammino in un presente sempre più ricco di attenzioni, azioni, cura e concretezza.

Fare memoria del futuro significa voler restituire una corretta idea di sviluppo, liberare da ruoli egoistici e corporativi, restituire una visione d’insieme per rendere possibile il perseguimento di un Bene Comune.

Il senso dell'educazione civica.

L’educazione civica è lo studio delle forme che governano una società, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini e delle Istituzioni. All’interno di una determinata politica o tradizione etica, l’educazione civica consiste nell’educare i cittadini al senso delle Istituzioni e delle regole della convivenza civile, organizzata giuridicamente. La connessione tra l’identità di un popolo e le regole che ne governano la vita sono essenziali per il futuro della stessa società. Il diritto conserva una funzione formante dell’identità, la cui influenza dipende, in prima battuta, dall’effettività dell’ordinamento giuridico.

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Se l’amore non basta.

Pubblicato nel bel mezzo della pandemia, fa timidamente l’occhiolino nelle librerie il testo di Luigi Ciotti: “L’amore non basta”

Raccontano che, mentre il libro era in divenire, il nostro interrompesse più volte la scrittura perché non voleva assolutamente che quel testo fosse inteso come una biografia, no, proprio non voleva un’autobiografia.

In realtà “L'amore non basta” non lo è perché non è solo la sua storia ma il racconto di tante storie emozionanti e significative sia per la loro realtà che per il valore simbolico, di uomini e donne per i quali Luigi Ciotti si è battuto e si batte da sempre affinché possano essere riconosciuti nella loro libertà e dignità di persone.

Romilda Del Pra, la donna della Val Codera.

Romilda ha appena passato i 20 anni quando inizia la seconda guerra mondiale.  È cresciuta in una famiglia povera e numerosa ascoltando i racconti di quelle madri che i figli li avevano persi in quella guerra e ora temono per quelli nati dopo. Inizia da bambina a lavorare nei campi, sui monti, a portare la gerla, a svolgere lavori pesanti “da maschi”. Ama leggere, è innamorata della natura della sua valle, vorrebbe tanto studiare ma non può permetterselo. Negli anni, però, con tenacia, orgoglio, tante letture, da autodidatta, si forma una solida cultura che le permette di partecipare alla vita politica e sociale locale.

Conversazione con Gabriella Bersani

Incontriamo Gabriella alla "sua Coldiretti", uffici di Sondrio. Donna pratica ed energica, 73 anni molto ben portati, bada ancora da sola a tre ettari di vigneto di Sassella e Grumello. Nella Coldiretti provinciale ha ricoperto negli anni diversi ruoli nei gruppi dell’associazione: gruppo donne, pensionati, donne/impresa, Fondazione Fojanini, Coldiretti Giovani, Camera di Commercio. Proprio dei giovani, Gabriella racconta con entusiasmo notando come dallo scorso anno sono in molti a subentrare ai padri nella gestione della piccola o media azienda di famiglia, nei diversi settori, viticolo, frutticolo e zootecnico, anche perché la nostra agricoltura di montagna è l’unico settore occupazionale che consente sbocchi lavorativi per inostri giovani

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