Cultura

Grazie Francesco

Oggi Papa Francesco si é recato sulla tomba di due preti "ribelli e obbedientissimi", Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani, due figure che per tanti della mia generazione sono stati simboli, per non dire miti, di un cristianesimo puro e radicale e di un impegno pedagogico a favore di chi ha meno.
La famosa frase che "non c'è maggior ingiustizia che far parti uguali tra diversi" é divenuta negli anni un manifesto d'impegno per larga parte della scuola italiana.

+++ Più Segni Positivi, un'opportunità per il bene comune

+++ Più Segni Positivi è un facilitatore di relazioni e un attivatore di opportunità, nato nel 2015 per sostenere persone e famiglie che, nel mandamento di Sondrio, vivono una situazione di temporanea difficoltà economica. La definizione è chiara e risponde - potremmo dire purtroppo - ad una necessità, ad un’urgenza divenuta tale, negli ultimi anni, anche nella nostra piccola Valle Alpina, da sempre in vetta alla classifica (5° posto a dicembre 2016) dedicata alle province italiane dove si vive meglio redatta ogni anno dal Sole 24 Ore.

Può definirsi democratico un sistema in cui pochi detengono la ricchezza a scapito della popolazione?

Quando si pensa alla democrazia, in genere si allude soprattutto alla sua dimensione politica, alla sua forma strutturale di governo e gestione di una comunità. In questa particolare fase storica poi, l’analisi delle tante criticità di questa forma di governo sembra focalizzarsi soprattutto su alcuni aspetti legati principalmente al rapporto tra elettori ed eletti; perciò un’attenzione rivolta alla dimensione parlamentare della democrazia.

25 Aprile, patrimonio ancora non condiviso

Anche quest'anno si registrano polemiche, contrasti, reciproche incomprensioni attorno a questa data che, a distanza di molti anni dai fatti che intende ricordare, risulta sì essere entrata a far parte ormai della nostra memoria collettiva ma non di quella condivisa. Se infatti la memoria collettiva rimanda ad un unico passato cui nessuno di noi può sottrarsi e che coincide appunto con la nostra storia, la memoria condivisa - come scrive Sergio Luzzato - sembra quasi presumere un'operazione più o meno faziosa di azzeramento delle identità e di occultamento delle differenze.  Il rischio sarebbe allora quello di una smemoratezza patteggiata, di una comunione della dimenticanza. Quegli avvenimenti lontani nel tempo costituiscono una storia che spesso ancora divide

Società liquida e mondo giovanile: la diversità come parte del vissuto quotidiano

Tempo di crisi. E’ difficile trovare lavoro. Non c’è giorno che stampa o grandi mezzi di comunicazione non ci ricordino questa realtà con dati, statistiche, profili di nuovi lavori, opportunità che svaniscono ed altre che invece si affacciano. Per una riflessione sulle domande che stanno a monte del lavoro e riguardano l’educazione dei giovani in una società in crisi, ovvero in profondo cambiamento, pubblichiamo questi pensieri di Don Andrea Caelli.

Il lavoro che cambia, il lavoro che manca

Iniziamo oggi la pubblicazione di alcune riflessioni sul tema del lavoro da alcuni anni al centro di ogni dibattito politico, sociale, ecclesiale.

L’Italia, come recitano alcuni articoli della nostra Costituzione, é una repubblica fondata sul lavoro e, al tempo stesso, un Paese più volte riformato su questa materia con lo scopo di assicurare maggiore e migliore occupazione.

Il paradosso a cui assistiamo, grandemente alimentato dalla globalizzazione, é che l'occupazione stabile è quasi preclusa a molti giovani costretti a vivere nella precarietà e nel l'insicurezza con inevitabili ricadute sulla loro capacità progettuale e sulla loro stessa identità, sulla vita di coppia e sulla famiglia.

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