Cronaca

Se l’amore non basta.

Pubblicato nel bel mezzo della pandemia, fa timidamente l’occhiolino nelle librerie il testo di Luigi Ciotti: “L’amore non basta”

Raccontano che, mentre il libro era in divenire, il nostro interrompesse più volte la scrittura perché non voleva assolutamente che quel testo fosse inteso come una biografia, no, proprio non voleva un’autobiografia.

In realtà “L'amore non basta” non lo è perché non è solo la sua storia ma il racconto di tante storie emozionanti e significative sia per la loro realtà che per il valore simbolico, di uomini e donne per i quali Luigi Ciotti si è battuto e si batte da sempre affinché possano essere riconosciuti nella loro libertà e dignità di persone.

"Fondo Solidarietà Famiglia, Lavoro" dedicato a Don Renato Lanzetti

Attraverso le Parrocchie, la Caritas e molte realtà del laicato e del volontariato, la Chiesa ha, da subito, istituito una rete di sostegno e aiuto per famiglie e lavoratori che, accanto all’emergenza sanitaria affrontano anche una grave crisi economica, sociale e occupazionale. Anche la nostra Diocesi si è da subito attivata promuovendo un "Fondo Solidarietà Famiglia, Lavoro" che ha voluto dedicare a Don Renato Lanzetti, vicario generale della Diocesi scomparso per Covid-19 lo scorso 8 aprile, e a tutte le vittime della pandemia. In questi giorni è in atto una raccolta di aiuti alimentari e contributi a favore di chi è stato particolarmente provato.Non mancherà la nostra generosità!

 

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Conversazione con Gabriella Bersani

Incontriamo Gabriella alla "sua Coldiretti", uffici di Sondrio. Donna pratica ed energica, 73 anni molto ben portati, bada ancora da sola a tre ettari di vigneto di Sassella e Grumello. Nella Coldiretti provinciale ha ricoperto negli anni diversi ruoli nei gruppi dell’associazione: gruppo donne, pensionati, donne/impresa, Fondazione Fojanini, Coldiretti Giovani, Camera di Commercio. Proprio dei giovani, Gabriella racconta con entusiasmo notando come dallo scorso anno sono in molti a subentrare ai padri nella gestione della piccola o media azienda di famiglia, nei diversi settori, viticolo, frutticolo e zootecnico, anche perché la nostra agricoltura di montagna è l’unico settore occupazionale che consente sbocchi lavorativi per inostri giovani

Giulio Spini, una storia nella storia.

Con numerosa partecipazione di pubblico, amici, estimatori e numerosi giovani, si è svolta recentemente a Morbegno la presentazione del volume dedicato a Giulio Spini. Edita dall’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, di cui Spini fu tra i fondatori e per quindici anni presidente, la monografia tratta la molteplicità degli interessi e l’attività a tutto campo di questa personalità valtellinese di grande rilievo nella storia locale e non solo del Novecento.

Festa della Liberazione

Condividiamo con piacere sulla pagine del Corriere della Valtellina il numero unico edito dal Comitato provinciale per la celebrazione dell’anniversario della Liberazione dedicato al 74°.
Oltre agli interventi istituzionali, molto interessante è la parte a cura di Issrec, l’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea. Vi invitiamo a leggere integralmente la pubblicazione scaricandola QUI.

Globalizzazione e Terzo Mondo

Il Gruppo Missionario “Carmen con noi” organizza venerdì 22 marzo alle ore 21.00 un incontro con Padre Lorenzo Salinetti. “Globalizzazione e Terzo Mondo” è il titolo del tema proposto. La serata è aperta al pubblico e si terrà presso l’Oratorio della Parrocchia a Poggiridenti Alto. Padre Lorenzo Salinetti, in Perù dal 1988 al 2012, è stato promotore in provincia di Sondrio della mensa “Amici di vita Nova” attiva a Sondrio dove, ogni settimana, vengono serviti gratuitamente centinaia di pasti caldi. A beneficiare di questo servizio  - come hanno spesso riportato le cronache locali - sono sempre più italiani e valtellinesi.

Terezin, la memoria dell'innocenza

Sono stati circa 15 mila i minori ebrei che tra il 1941 e il 1945 hanno vissuto nel campo di concentramento di TEREZIN. Nonostante la fame, le malattie e le molte privazioni, sotto la guida di alcuni pedagogisti, prigionieri come loro nel campo, hanno lasciato tracce sorprendenti della loro creatività e voglia di vivere: disegni, racconti, poesie, musica, prima di essere quasi tutti deportati direttamente nei campi di sterminio di Treblinka e Auschwitz in cui ne morirono più del90%. Libri e film hanno raccontato la loro storia. Il campo di TEREZIN fu a lungo usato dai nazisti a scopo propagandistico come il “ghetto modello” che doveva mostrare la benevolenza di Hitler verso gli Ebrei.

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